La principessa dai capelli blu

Gnometto

La principessa dai capelli blu

Nel regno di Re Balbu viveva principessa Blumina, una principessa tutta strana.
Blumina invece di portare i capelli lunghi e biondi come tutte le principesse delle fiabe, li teneva corti e tutti blu, a volte si faceva persino la cresta con il gel di Re Balbu. Invece di amare le buone maniere e l’eleganza, adorava il calcio e la divertiva da matti fare i rutti con l’acquabolle di strega Gasatella, che ogni giorno prendeva acqua al ruscello e faceva la sua magia frizzantina. Invece di indossare le scarpe con il tacco, indossava scarpe da ginnastica, mangiava cioccolata, non si curava della dieta e qualcuno al regno diceva di averla sentita perfino fare delle puzzette.
Ma che principessa è mai questa?
Una principessa che nessuno voleva sposare. Tutti al regno la prendevano in giro, ma lei non si dimenticava mai le parole del suo amato papà Re Balbu: ‹‹Blumina del mio cuore, la vera bellezza è dentro di te, non dimenticarlo mai››, e se le ripeteva nella testa ogni volta che si sentiva triste e ogni volta che un presunto principe veniva da molto lontano per conoscerla, vederla e scappare a casa. Un giorno però, dopo l’ennesima fuga di un possibile sposo, la numero cinquecentosettantasei per la precisione, decise di lasciare il regno e di lasciar perdere i maschi del regno per sempre.
Bosco Della Brughiera. Questa era la destinazione scelta da Blumina, un luogo tranquillo dove gli alberi non si prendevano gioco di lei e dove se lo sarebbe cercata da sola il principe, scegliendo e non facendosi scegliere. Così aveva deciso e nemmeno Re Balbu riuscì a fermarla. Blumina, di buon mattino, preparò lo zaino e partì.
Arrivata al bosco, due gnomi attirati dal fischiettare spensierato della principessa, arrivarono ad accoglierla.
‹‹Ciao ragazzo››, disse Babbi.
‹‹Sono una femmina e mi chiamo Blumina››, rispose la principessa.
‹‹Oh, scusalo tanto, ma ha dimenticato gli occhiali il mio amico, ciao femmina con i capelli corti››, disse Bobbi, ‹‹noi siamo Bobbi io e Babbi lui, molto piacere››.
‹‹Avete un posto dove farmi dormire stanotte? Vengo dal regno di Re Balbu e penso mi fermerò in questo bosco per un po’, ma non conosco nessuno e non voglio dormire al freddo››, disse Blumina. ‹‹Ma certo fanciulla di molto lontano, noi gnomi siamo i più ospitali del bosco, vieni con noi, ti mostriamo la nostra casa e dove potrai sistemarti››, disse Babbi.
Davanti alla casa di legno di Babbi e Bobbi, due cose balzarono subito agli occhi della principessa. Uno: il tetto della casa degli gnomi era troppo basso e la porta troppo piccola. Blumina non ci sarebbe entrata nemmeno strisciando.
Due: dei topi erano appena usciti dalla finestra con in bocca un fresco bottino formaggioso.
Ma, visto e considerato che Blumina non aveva valide alternative, accettò entusiasta l’invito degli gnomi, consapevole che qualcosa sarebbe stata da fare a quella casa se voleva entrarci, così propose ai due gnomi delle piccole modifiche estetiche e funzionali della casa.
Il bosco era stracolmo di legna e Blumina fece un’enorme scorta, gli gnomi cercarono la loro cassetta degli attrezzi, chiodi, martelli, avevano tutto e Blumina si chiedeva dove tenevano tutte quelle cose in una casetta così piccola, ma poco importava, bisognava mettersi subito al lavoro se voleva dormire al caldo.
Ci volle un intero giorno di duro lavoro, ma alla fine la casa era finalmente alta e larga quattro volte gli gnomi e una volta e mezzo Blumina.
‹‹Oooooh››, dissero in coro i due gnomi e la principessa, ‹‹ce l’abbiamo fatta!››, e si misero tutti a dormire dimenticandosi pure di cenare.
La mattina seguente, gli gnomi si svegliarono presto. Blumina ancora dormiva e russava. ‹‹Ma siamo sicuri sia una vera principessa questa?›› pensavano i due gnomi, mentre le preparavano una sostanziosa merenda fatta di frutti di bosco, miele di api e pane gnomeo.
Babbi provò a svegliare Blumina con una dolce carezza, ma quella continuava a russare, allora la carezza diventò una leggera pacca sulla spalla, ma niente da fare, Blumina non si svegliava e russava sempre più rumorosamente, allora la pacca diventò sempre più pesante, finchè Babbi le tirò un calcio sulla schiena così forte che fece spaventare pure Bobbi che stava finendo di spremere succo di mirtillo.
‹‹Ma santo gnomeo, sarà mica questo il modo di svegliare le principesse!›› disse Bobbi. ‹‹Principessa? Ma se russa come un gigante ubriaco!›› rispose Babbi.
‹‹Forse dovevi provare con un bacio››, gli suggerì Bobbi.
‹‹Per tutti gli gnomi di questo bosco! Io baciare una ragazza? Mai!›› rispose agitato Babbi. Blumina finalmente si svegliò e si precipitò a tutta forza sulla squisita colazione.
Gli gnomi continuavano a guardarla perplessi, mentre divorava voracemente ogni cosa posta su quel tavolo, poi una volta sazia, si spaparanzò di nuovo sul letto e a quel punto gli gnomi decisero di interrogarla.
Blumina raccontò tutta la sua storia e poi chiese ai due gnomi: ‹‹non è che avete qualche amico del bosco da presentarmi che possa farmi da fidanzato?››.
‹‹Fammi pensare…››, disse Bobbi, ‹‹Noi e i nostri amici gnomi siamo troppo bassi per te e poi a noi non interessano le ragazze, gli orchi non parliamone, puzzano e hanno una scarsa igiene personale, i giganti… Beh, se ti piacciono i ragazzi muscolosi sono il tuo tipo, ma hanno un caratteraccio. Gli elfi sono dei tirchi pazzeschi, niente regali, rose e cene, ti dovresti abituare all’idea di fare una vita di rinunce e sacrifici, ma visto quanto mangi non mi sembrano i tipi adatti a te, insomma qua nel bosco puoi trovare amici e affetto, ma se cerchi l’amore, io te lo sconsiglio››.
Blumina uscì dalla casetta di Babbi e Bobbi sconsolata e triste. Si mise a sedere sul prato sotto il grande albero ripensando alle parole del suo amato papà.
‹‹La vera bellezza è dentro di te… La vera bellezza è dentro di te…›› si ripeteva ad alta voce, quando i suoi pensieri furono interrotti dalla voce di un ragazzo: ‹‹Scusa, ehi… posso chiedere?››, Blumina lo guardò e fece cenno di sì con la testa, mentre gli occhi erano pieni di lacrime.
‹‹Ho perso il mio cane, si chiama Gas, è tutto nero con una macchia bianca sulla schiena, non è che per caso l’hai visto passare da queste parti?›› chiese il ragazzo porgendo la foto del cane a Blumina. ‹‹No, qua vivono solo piccoli gnomi, sporchi orchi, antipatici giganti e maleducati elfi, a quanto pare››, disse Blumina con tono cocciuto.
Il ragazzo ringraziò e salutò la principessa.
‹‹No, aspetta! Dove vai?›› lo fermò Blumina trattenendolo per il braccio e spalancandogli la bocca in faccia.
‹‹Cosa fai?›› chiese il ragazzo allibito.
‹‹Guarda dentro. Cosa vedi? Io faccio A con la bocca e tu guardi, va bene?›› disse Blumina aprendo di nuovo la bocca.
Il ragazzo pensò che quella ragazza dai capelli blu fosse tutta pazza, ma decise di assecondarla. Osservò perplesso dentro la cavità orale della principessa e le disse: ‹‹Da quello che vedo, hai dei bellissimi denti bianchi e dritti, un’ugola sana, un palato liscio e una lingua larga e rosa››.
Blumina fece un enorme sorriso e esclamò: ‹‹LO SAPEVO CHE ERO BELLA DENTRO!››.