La morte allegra

La morte allegra

Oggi mi sono incontrata con una mia amica e suo marito, due persone simpatiche e così fra un tè e un biscotto abbiamo iniziato a fare un po’ di chiacchiere.

Come sempre i figli sono la parte più importante del discorso, e così passo passo siamo arrivate a parlare delle nostre dipartite.

Il marito della mia amica che ci ha ascoltato per tutto il tempo in silenzio, ha perso tutti i capelli in un solo pomeriggio, aveva il respiro un po’ affannoso, perché non aveva mai sentito sua moglie parlare così, non capiva se eravamo serie o scherzose. Tutto è iniziato quando ho detto che ho scritto un foglio con tutto quello che devono fare i miei famigliari quando muoio.

“Ma no” dice lei, “tanto cosa t’interessa, sei morta e chi muore giace e chi vive si dà pace”. “No”, ho risposto,” se mi mettono un abito che non amo, dovrò girare per l’eternità con un vestito brutto, non troverei pace, potrei vagare qua e là senza soluzione, come un fantasma”.

“Ma è vero” mi risponde, e poi ho scritto, che la bara dovrà essere foderata di bianco con un bel velo spesso che non permetterà a nessuno di vedermi, non mi piacciono le frasi” guarda come è ridotta, non sembra nemmeno lei” o se grazie ad un trucco un po’ carico, puoi sentirti dire” ma guarda sembra viva”, non, sono morta e basta, è meglio evitare questi commenti coprendomi il viso e voilà.

La mia amica cominciava a concordare con me in alcuni punti, mentre suo marito seduto, sembrava un fachiro, su di una sedia coperta di chiodi, si muovevano solo gli occhi, il suo sguardo passava da me a sua moglie ed era un po’ stralunato.

Poi, continuo, non amo i cimiteri, mondo invaso da orribili lucertole che sono le regine di quei luoghi dal primo pallido sole.

Preferisco essere cremata e poi l’urna cineraria messa in cantina, così non c’è nessun bisogno di venire in Certosa, io sarò sempre nella mia casa e farei sempre parte della famiglia.

“Beh, non è una cattiva idea”, dice la mia amica, “in fondo non si disturba nessuno”.

Però, sai cosa sarebbe il massimo? farsi imbalsamare, dai pensa qui in salotto sulle sedie a dondolo, saremo insieme a fare le nostre chiacchiere, fra morti. E sì, dice la mia amica, come nel film” Shining”.

Sì, ottima idea, peccato che nessuno ci concederà quest’opportunità, anche perché i nostri figli e nipoti non verrebbero mai a trovarci, rimarremmo sole tu ed io, qui a dondolarci. A questo punto abbiamo cominciato a ridere come due cretine nell’immaginare la scena.

Autore: Maria Antonietta Alestra