Rivoluzione di Natale

Rivoluzione di Natale

Nella Fabbrica dei Regali gli elfi stavano lavorando di buona lena.

“Ragazzi che sia chiaro” iniziò Furius, polemico. “Che sia l’ultima volta che il Boss mi chiede di fare il turno di notte con così poco preavviso!”

“Raddrizza la testa a Bambolina Cuore Mio, l’hai messa al contrario” fece Julius.

“Gente, qui è un delirio. I clienti sono sempre più esigenti, i tempi stringono e noi non ci fermiamo mai” si lamentò Lucius smettendo di dipingere un trenino. Si alzò in piedi con una strana luce negli occhi. “Non è questo il Natale! Facciamo la rivoluzione contro il consumismo selvaggio!”

Tutti ammutolirono. Dietro di lui era apparso il Boss nel suo look impeccabile, con barba e baffi lustrissimi e la tenuta delle feste.

“Che hai in mente?” gli chiese il Boss prendendo una Rimbalzapalla e iniziando a saltellare su e giù.

Lucius seguiva con la testa i rimbalzi. La scena gli parve alquanto surreale. Aveva studiato tanto per entrare nel team di Babbo Natale, ma in verità credeva di essere finito lì perché parente della Befana.

“Lasciamo perdere…”

“Parla, hai sempre idee brillanti.”

“Penso che il Natale abbia perso il suo significato. La gente è presa dalla frenesia degli acquisti e noi qui ad alimentare un sistema corrotto dal denaro!”

Babbo Natale si fermò, pensieroso.

“Hai ragione Lucius. Bisogna fare la rivoluzione!” gridò rivolto a tutti.

“E come?” chiese.

“Si chiude. Andiamo a berci una cioccolata calda alla taverna. Offro io!”

“Sarà un disastro se non consegneremo i regali!” urlò Caius.

“I miei collaboratori prima di tutto!”. Poi si avvicinò a Lucius e gli strinse la mano.

“Sono orgoglioso di te figliolo, da tempo aspettavo qualcuno capace di mettere in discussione tutto e dare valore a ben altri doni!”

“Saremo ancora credibili?” chiese l’elfo una volta fuori.

“Direi proprio di sì!” rispose il Boss facendo l’occhiolino e dirigendosi poi verso la locanda sulla Rimbalzapalla.

In nome della magia, che la rivoluzione abbia inizio, pensò Lucius sorridendo.